Viaggi e donazione di sangue: quando è prevista la sospensione temporanea

Viaggiare, soprattutto all’estero, può comportare una sospensione temporanea dalla donazione di sangue. Il periodo di sospensione non è uguale per tutte le destinazioni: dipende dal paese visitato, dalle aree in cui si è soggiornato, dalla durata e dalle caratteristiche del viaggio e dall’eventuale esposizione a specifiche malattie infettive.

Per questo motivo, se sei un donatore e hai effettuato recentemente un viaggio o stai programmando una partenza, è importante verificare prima della donazione se la destinazione visitata prevede particolari criteri di sospensione.

Perché un viaggio può sospendere temporaneamente dalla donazione?

La sospensione dopo un viaggio è una misura adottata per tutelare sia il donatore sia il ricevente degli emocomponenti.

In alcune zone del mondo possono infatti essere presenti malattie infettive trasmissibili attraverso il sangue. Anche una persona che sta bene e non presenta sintomi potrebbe, in determinate circostanze, dover attendere un periodo prima di poter tornare a donare.

La sospensione è generalmente temporanea: trascorso il periodo previsto e in assenza di altre cause di non idoneità, il donatore potrà essere nuovamente valutato per la donazione.

Quanto dura la sospensione dopo un viaggio?

Non esiste una risposta unica. La durata della sospensione dipende dalla destinazione e dal rischio associato al viaggio.

Secondo le indicazioni riportate dal portale SIMTI “Il Donatore che Viaggia”, per le aree tropicali si applica sempre una sospensione di 6 mesi dal rientro.

Per i Paesi non tropicali nei quali è segnalata la presenza di malattie tropicali, invece, viene applicato il periodo indicato per lo specifico patogeno, tenendo conto anche del rischio di esposizione.

Per le aree malariche devono inoltre essere considerate le specifiche disposizioni previste dalla normativa vigente.

È quindi importante evitare di basarsi esclusivamente sul nome dello Stato visitato: possono essere rilevanti anche l’area geografica precisa, gli spostamenti effettuati e le caratteristiche del soggiorno.

Cosa comunicare prima della donazione

Quando prenoti o ti presenti per una donazione, segnala sempre eventuali viaggi recenti, anche quando ritieni che la destinazione non comporti rischi particolari.

Può essere utile comunicare:

  • il Paese o i Paesi visitati;

  • le zone o regioni nelle quali hai soggiornato;

  • la data di partenza e quella di rientro;

  • eventuali spostamenti in differenti aree durante il viaggio;

  • eventuali sintomi comparsi durante o dopo il soggiorno.

Queste informazioni consentono al personale sanitario di valutare correttamente l’idoneità alla donazione.

Ricorda inoltre che le indicazioni possono variare in presenza di focolai epidemici o di particolari situazioni sanitarie.

La valutazione definitiva spetta al personale sanitario

Le informazioni disponibili online sono uno strumento utile per orientare il donatore, ma non sostituiscono la valutazione sanitaria effettuata prima della donazione.

SIMTI precisa infatti che l’idoneità alla donazione e alla specifica tipologia di donazione deve essere valutata secondo le procedure della Struttura Trasfusionale. Il personale sanitario terrà conto non soltanto dell’area visitata, ma anche dell’eventuale comparsa di sintomi durante o dopo il viaggio e degli altri parametri clinici del donatore.

Sei appena rientrato da un viaggio?

Prima di prenotare la tua prossima donazione:

  1. controlla la destinazione sul portale Il Donatore che Viaggia;

  2. verifica se per la zona visitata sono previste indicazioni particolari;

  3. in caso di dubbio, contatta AVIS prima di prenotare;

  4. comunica sempre al personale sanitario i viaggi effettuati recentemente.

Un controllo di pochi minuti può evitare una prenotazione non utilizzabile e permette di programmare la tua prossima donazione nel momento corretto.